Berlusconi scuote il Pdl contro la campagna elettorale nei tribunali
Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Una promozione e due bocciature per il Pdl a due settimane dalle regionali del 28 e 29 marzo: il Tar della Lombardia ha confermato la riammissione del listino collegato al candidato del centrodestra Roberto Formigoni, mentre nel Lazio, dopo la bocciatura del Tar, anche l’ufficio elettorale ha respinto la lista del Pdl a sostegno della candidata Renata Polverini per la provincia di Roma, presentata lunedì, a due giorni dall’entrata in vigore del decreto interpretativo.
Il legali del Pdl hanno annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio, ma le indicazioni del premier Silvio Berlusconi (all’ultima riunione di lunedì sera con i tre coordinatori del partito e i vertici del Lazio) sono altre: ai ricorsi ci penseranno gli avvocati, la campagna elettorale deve tornare nell’ambito della politica per non rimanere negli uffici giudiziari. Una strategia, quella a colpi di ricorsi in tribunale, considerata perdente agli occhi dell’elettorato, sempre più confuso.
Pesano sempre più nei sondaggi, infatti, gli indecisi che nel Lazio, secondo l’ultimo rilievo di Crespi ricerche per l’agenzia Omniroma, raggiungono una quota del 20,5 per cento e potrebbero ribaltare gli esiti del voto. Per ora, tuttavia, il caos delle liste non avrebbe danneggiato più di tanto la candidata del centrodestra Renata Polverini, che guadagna due punti percentuali (passando dal 38 al 40 per cento) e sorpassa la sfidante Emma Bonino, che scende dal 39 al 38,5 per cento.
Ecco perché il premier, in particolare, starebbe pensando, oltre alla conferenza stampa di mercoledì, a una grande manifestazione di piazza del Popolo della libertà (qui il video messaggio di Berlusconi ai promotori della libertà) probabilmente il 20 marzo; un appuntamento tra l’altro già in calendario prima che scoppiasse il caos delle liste, come riporta il Giornale, per riunire tutti i candidati governatori del centrodestra insieme e “fargli siglare quel Patto per l’Italia che in caso di vittoria li vincolerà al rispetto delle direttive nazionali”.
E mentre i Radicali propongono il rinvio del voto (ipotesi respinta subito dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani), il Cavaliere punta sulla battaglia politica: la denuncia dell’inconcludenza del centrosinistra, ormai appeso alle decisioni degli uffici giudiziari e alle posizioni dell’
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