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Fabio Granata: “Generazione Italia non può essere definita una sfida a Silvio Berlusconi.”

Fabio Granata: “Generazione Italia non può essere definita una sfida a Silvio Berlusconi.”

di Paolo Salvatore Orrù da Tiscali Notizie

In forse è il verbo del premier. Per questo, con metamorfosi a ripetizione, il Pdl sta pian piano assumendo le sembianze di una creatura a due teste. Due crani che frullano idee diverse: il primo elabora visioni di stretta osservanza berlusconiana, l’altro porta avanti le “nuove” politiche sociali di Gianfranco Fini. Ad acuire la divisioni, il patto d’acciaio che si è instaurato nel corso degli anni tra Berlusconi e il federalista Bossi, un asse preferenziale straordinariamente sgradito a molti ex An. Soprattutto a Gianfranco Miccichè che nel suo blog ha detto che “non pensa ad altro che al Partito del Sud”. La risposta, seppur indiretta, ai mal di pancia del deputato siciliano l’ha data il Sole 24 Ore, scrivendo che al Sud è andato solo il 9% del bilancio dello Stato. Un altro segnale di pericolo in casa Pdl strillerà il primo aprile, quando l’associazione Generazione Italia, voluta da Fini e da almeno altri 50 parlamentari, di fatto diverrà l’alternativa ideologica ai berlusconiani Promotori della Libertà. Insomma, si stanno delineando due modelli culturali che potrebbero non incontrarsi o, addirittura, scontrarsi. Fabio Granata, capogruppo del PDL in commissione cultura, non vede nubi nel futuro del Pdl.

Onorevole Granata, il Pdl avrà una nuova anima: dopo i Promotori della Libertà di Silvio Berlusconi sta per essere varata Generazione Italia ispirata da Gianfranco Fini. Il Giornale di Vittorio Feltri ha addirittura scritto che sta per nascere il partito di Fini. Come stanno le cose?
“Generazione Italia non può essere definita una sfida a Silvio Berlusconi. E’ un progetto, una sorta di work in progress per cercare di dare un’identità ad un partito che non può vivere solo ed esclusivamente di slogan elettorali e di contrapposizioni. Ma che deve – invece – riuscire a produrre e proporre un’originale proposta politica. E’ quindi un progetto alla luce del sole, leale, aperto che ha l’obiettivo di creare un partito che per noi deve essere un po’ il partito della Nazione, sulla scia delle moderne destre europee. Un partito che metta i diritti civili, la cittadinanza, lo Stato al primo punto di ogni ordine del giorno. Quindi non si tratta di un progetto contro Berlusconi o contro qualcuno, semmai è un progetto per rafforzare il progetto Pdl”.

Vista dal di fuori la nuova “cosa” del Presidente della Camera Fini sembra nata per creare un’alternativa al premier…
“Creare una nuova gerarchia sarebbe un po’ troppo presuntuoso. Diciamo che c’è una proposta di selezione dei gruppi dirigenti non più legate a quote connesse alle vecchie appartenenze di Forza Italia e di An. Per quanto mi riguarda, sono convinto che il gruppo dirigente non si misura sul dato anagrafico. Però è chiaro che oggi è necessario ed essenziale essere capaci di innovarsi e anche di misurarsi con i nuovi linguaggi della politica e della società. Noi che siamo una generazione di mezzo ci proponiamo di aggregare al progetto politico una serie di soggetti giovani che possano dare uno stimolo nuovo anche in termini di contenuti e di iniziative al progetto del Pdl. Questo serve in generale, a mio avviso, a tutta la politica italiana non solo al Pdl”.

Lega, Partito del Sud, tutti tirano la giacca di Silvio Berlusconi. Gianfranco Miccichè tira più forte di tutti, si arriverà allo strappo?
“Noi che condividiamo il sostegno e l’appoggio insieme a Micciché del Governo Lombardo in Sicilia, però ci differiamo da lui perché non crediamo alla necessità della nascita di gruppi dirigenti che facciano capo a partiti del territorio anche per il Sud. Sia chiaro, non credo che servano più risorse. E’ che nel corso degli anni le risorse sono state utilizzate in modo negativo, se non criminale. Per questo bisogna identificare un gruppo dirigente che riesca ad individuare una linea di sviluppo adatto alle specificità del Sud. Non è fondamentale, quindi, il dato economico, ma conta moltissimo il dato di un gruppo capace di individuare un discorso di sviluppo. Generazione Italia, dunque, si propone di creare una selezione positiva del personale politico. Auspichiamo che anche dal centrosinistra parta un’istanza simile”.

E il nodo Lega Nord come si scioglie?
“La Lega Nord è riuscita ad interpretare con un patto sociale il nuovo pensiero di alcune aree produttive e alcune insoddisfazioni del popolo italiano. Ha fatto bene a farlo: ha un progetto politico che per certi versi è stato, seppure con un linguaggio che non condividiamo, il fattore trainante di grandi innovazioni. Per esempio, ha superato le categorie politiche Destra e Sinistra. Noi dobbiamo semplicemente riuscire a declinare un partito della Nazione che tenga conto che c’è una grande risorsa nel Sud legata ad un solido tessuto culturale. Se portiamo avanti una battaglia, è un esempio caro alla Sardegna, per difendere Tuvixeddu (area archeologica di Cagliari Ndr) lo facciamo perché riteniamo che da quei tasselli di memoria storica e di identità culturale nasce uno sviluppo diverso. Così come in Sicilia è necessario difendere il paesaggio Siciliano, così in tutto il Sud dobbiamo combattere le mafie”.

Ai conduttori di Annozero e Ballarò, Michele Santoro e Giovanni Floris, è stato messo il bavaglio. In onda va solo Silvio Berlusconi, siamo al pensiero unico?
“Berlusconi è uno straordinario comunicatore. In una fase nella q





(Continua…)

via http://www.fabiogranata.com/2010/03/17/fabio-granata-generazione-italia-non-puo-essere-definita-una-sfida-a-silvio-berlusconi/

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