
Il Boom stavolta le istituzioni lo vedono subito
I segnali deboli sono indizi di futuro. Chi li vede può sapere prima cosa lo aspetta. All'inizio sono fruscii, brezze leggere che volgono improvvisamente, ma solo per gli sprovveduti, in uragano. Finora chi li ha ignorati poteva giustificarsi con il basso livello del segnale, ma questo vale per il passato, quando per politici, giornalisti e banchieri indebitarsi era bello, spostare la produzione all'estero un segno di progresso, Berlusconi era un presidente del Consiglio e il pdmenoelle un partito di opposizione. Ora i segnali deboli sono diventati forti, assordanti. I timpani vibrano. Dai 30 decibel di un sussurro si è passati ai 180 di un razzo al decollo. Non ci sono più giustificazioni. Se la casa trema, i mobili si muovono come palline in un flipper e il lampadario ti cade in testa non puoi continuare a dormire come se nulla fosse.
L'incendio del campo rom di Torino, città del profondo Nord, da parte di gente normale, con la quale ti ritrovi al bar o sull'autobus ...Leggi il resto della notizia: I segnali deboli